Vacanze a sbafo in Italia con una truffa all’Inps

Sette denunciati: percepivano assegni sociali ma erano residenti all’estero Accertato un danno di 103 mila euro nei confronti dello Statodi Roberto Raschiatore

SULMONA. I furbetti italiani che truffano nel loro Paese scoprono di avere degli alleati. Sono i furbetti italiani che risiedono all’esterno e che, fingendosi dei poveracci, fanno vacanze a scrocco, spesate dallo Stato. Ha dell’incredibile l’ultima vicenda scoperta dalla Guardia di finanza di Sulmona al comando di Luigi Falce.

Indagine che ha portato alla denuncia di sette persone per reati che vanno dalla truffa all’indebita percezione a danno dello Stato, per un totale di oltre 103.000 euro. Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle, i denunciati percepivano da anni, non avendone alcun diritto, l’assegno sociale. Questa è una particolare forma di previdenza, che viene riconosciuta ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari, e ai loro rispettivi congiunti, che abbiano compiuto 65 anni e si trovino in disagiate condizioni economiche, a prescindere dal fatto che abbiano versato contributi. Requisiti fondamentali sono la residenza effettiva ed abituale in Italia e il soggiorno stabile e continuativo nel territorio del Paese. Tra i denunciati è emerso però che quattro vivono in Venezuela, due in Argentina e uno in Francia. Non vi era dunque la stabile residenza in Italia. Ogni tre o quattro anni, sempre in base alla ricostruzione degli inquirenti, rientravano nel loro Paese d’origine e vi restavano, per alcuni mesi di vacanza, a spese dell’Inps. La Finanza di Sulmona, che si è avvalsa della fattiva collaborazione dell’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale, per sgravarne il bilancio degli oneri connessi a queste truffe, ha richiesto all’autorità giudiziaria l’autorizzazione alla sospensione del pagamento della prestazione previdenziale e al recupero delle somme indebitamente finora percepite. «Il controllo della spesa pubblica attuato dalla Guardia di finanza» sottolineano dal comando provinciale dell’Aquila «contrastando truffe, abusi e sprechi, favorisce migliori e sempre maggiori servizi alla collettività».

Alla fine di settembre la Finanza di Sulmona aveva fatto emergere una truffa ai danni della Asl provinciale: tre dipendenti sono

accusati di aver timbrare il cartellino in più occasioni prima di lasciare il posto di lavoro, alcune volte per fare la spesa, shopping o andare al bar, altre per tornare a casa per fare le faccende domestiche. Nei guai anche il direttore della struttura sanitaria.

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