PROCEDONO SENZA SOSTA LE OPERE PER RIMETTERE IN PIEDI IL MONUMENTO A COLOMBO

BUENOS AIRES\ aise\ – “Accompagnato dal presidente del Comites Signorini, il Console generale Riccardo Smimmo ha conosciuto il luogo dove verrà montata l’opera, ora che sono stai ultimati i lavori della base. Il prof. Domingo Telechea, a capo dei lavori di restauro, ha spiegato come si svolgono i lavori, per la cui conclusione ci vorranno circa cinque mesi ancora. Il Museo dell’Italianità”. È quanto si legge sulla “Tribuna italiana”, quindicinale diretto a Buenos Aires da Marco Basti.
“Procedono i lavori per rimettere a posto il monumento a Cristoforo Colombo. Pochi giorni fa il Console generale d’Italia in Buenos Aires, Riccardo Smimmo, è stato accompagnato dall’avv. Darío Signorini presidente del Comites di Buenos Aires e di FEDIBA, dal vicepresidente della Federazione, Marco Basti e dall’architetto Augusto Vettore, nella piazza sul Rio de la Plata nella quale si svolgono le opere per rimettere in piedi il monumento a Cristoforo Colombo.
Come è noto, l’opera dell’architetto Arnaldo Zocchi si trovava dietro alla Casa Rosada ma la presidente Cristina Fernandez non l’ha voluta più in quella piazza, decidendosi alla fine, chefosse portata e rimessa in piedi nell “espigón Puerto Argentino”, che si trova di fronte all’Aeroparque Jorge Newbery, sulla avenida Costanera.
I 250 pezzi del monumento sono oggetto di restauro, lavoro del quale è responsabile il prof. Domingo Telechea, mentre i lavori di consulenza e i calcoli relativi alla necessaria ricostruzione della base del monumento e la sua collocazione definitiva, sono stati affidati a esperti dell’Università di La Plata.
Il prof. Telechea ha fatto da cicerone, spiegando al Console generale anche nei minimi dettagli, l’origine e il significato di ognuna delle figure che compongino il monumento e lo stato di ognuno dei pezzi. C’è da dire che ogni pezzo è stato registrato e sottoposto a studi per determinare lo stato di conservazione e i lavori di restauro eventualmente da fare in ognuna di esse. Tutto il processo viene dettagliatamente documentato perché ci sia la maggiore certezza sul lavoro cheè stato fatto.
Per quanto riguarda specificamente i lavori sulla struttura essi si sono gipa conclusi e ora deve iniziare, man mano che saranno restaurati i pezzi, i lavore di montatura dell’opera di Zocchi che, si calcola, impiegheranno circa cinque mesi.
Durante la visita il Console generale è stato informato anche sul progettato Museo dell’Italianità che la comuità italiana propone come opera che complementerebbe lo stupendo monumento donato un secolo fa dagli italiani. Sarebbe una testimonianza del contributo dato dall’emigrazione italiana alla costruzione dell’Argentina e quindi non solo un giusto compenso alla decisione di togliere il monumento ma anche e soprattutto un meritato omaggio e espressione di riconoscenza”. (aise) 

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