Franceschini a Baires visita i luoghi ‘desparecidos’

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Il ministro della cultura al Parque de la Memoria e alla Escuela de la Mecanica de la Armada

 

(ANSA) – BUENOS AIRES, 4 MAR – Una giornata con tanta commozione a stretto contatto con quello che per l’Argentina rimane una ferita aperta: il dramma dei ‘desaparecidos’. In chiusura di una visita a Buenos Aires, il ministro della cultura, Dario Franceschini, si è recato in due luoghi simbolo della tragedia degli scomparsi. Accompagnato dall’ambasciatore Teresa Castaldo, dai giovani degli organismi dei diritti umani, dalle madri e le nonne della ‘Plaza de Mayo’, tra le quali Angela ‘Lita’ Boitano, mamma di due ragazzi scomparsi, Franceschini ha visitato il ‘Parque de la Memoria’, che si affaccia sul Rio de la Plata, destino finale durante la dittatura dei ‘voli della morte’. E proprio dal grande ‘memorial’ il ministro ha insieme agli altri componenti della delegazione lanciato delle rose bianche nel fiume, dove gli oppositori al regime venivano gettati – narcotizzati ma vivi – dagli aerei dei militari: i voli, appunto, della morte.

Franceschini si è poi recato nella ‘Escuela de la Mecanica de la Armada’ (Esma), simbolo dell’orrore e principale centro di detenzione clandestina dei militari, dove si torturavano uomini e donne. Prima di firmare il libro delle visite dell’Esma e dopo aver brevemente incontrato il segretario ai diritti umani del governo Macri, Claudio Avruj, Franceschini ha ricordato che “quando si esce da luoghi come questi non si è più come quando si è entrati. Credo che le ferite vissute in Argentina sono le stesse di quelle in tante altre parti del mondo”, ha aggiunto il ministro, ricordando la ‘shoah’, “avvenuta appena trent’anni prima dei fatti dei desaparecidos”. “Il mio primo giorno quale ministro mi sono recato nel museo di Via Tasso a Roma, dove venivano portati e torturati i prigionieri dei nazisti, in un destino molto simile a questo: e ci sono ancora in molte parti del mondo, ha ricordato Franceschini, in cui persone vengono torturate, decapitate o uccise solo per la loro fede o idea”. L’Esma è un luogo “non dell’Argentina ma di tutta l’umanità”, ha concluso il ministro dopo essersi appuntato al petto una spilla con la scritta ‘Familiares’ regalata da ‘Lita’ Boitano. La visita in Argentina di Franceschini si è poi conclusa in serata con un ricevimento in ambasciata, al quale hanno preso parte il ministro della cultura Pablo Avelluto e altri rappresentanti del governo, artisti, imprenditori, l’ambasciatore Ue a Buenos Aires, Jose Ignacio Salafranca, il nunzio apostolico Emil Paul Tscherrig. Oltre alle madri e ‘nonne’ di Plaza de Mayo, tra le quali Vera Jarach e la leader delle ‘Abuelas’, Estela de Carlotto. (ANSA)

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