Al BELLARIA FILM FESTIVAL 34 “Nicola Costantino. La artefacta”, ritratto della controversa artista argentina protagonista alla Biennale di Venezia del 2013.

Torna dal 27 al 29 maggio 2016, con un’anteprima il 26 maggio, il 34° Bellaria Film Festival, storica manifestazione promossa dal Comune di Bellaria Igea Marina, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e delTturismo, della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Rimini. Nato nel 1983 come Anteprima per il cinema indipendente italiano, da dieci anni il festival romagnolo concentra la sua attenzione sul cinema del reale, che premia attraverso i concorsi Italia Doc e Casa Rossa Art Doc, riservata ai film documentari sul mondo dell’arte. Un festival davvero unico nel suo genere, che in oltre trent’anni di vita si è affermato come osservatorio privilegiato sul cinema indipendente anticipando il successo di autori come Paolo Sorrentino, Silvio Soldini, Gianluca Maria Tavarelli, Ciprì e Maresco, Pappi Corsicato, Roberta Torre, Pietro Marcello, Gianfranco Rosi.

Quella che si prospetta sarà un’edizione speciale, che festeggia il 60° anniversario della nascita del comune autonomo di Bellaria Igea Marina coinvolgendo numerosi spazi della città: ospiteranno proiezioni e incontri il Cinema Astra, sede storica del festival, ma anche il Cinema Smeraldo e il Teatro degli amici. Incursioni live, film e concerti torneranno ad animare l’Arena Italia, a pochi passi dalla spiaggia, recuperata alla funzione di cinema all’aperto che aveva negli anni Sessanta. Un albergo affacciato sul mare, l’Hotel Ermitage, accoglierà infine Camera con vista, originalissima rassegna di audio documentari organizzata in collaborazione con Radio 3 Rai e curata da Graziano Graziani e Lorenzo Pavolini.

Il 34° Bellaria Film Festival aprirà con una grande anteprima giovedì 26 maggio (ore 20.30) all’Arena Italia. In collaborazione con la Cineteca di Bologna, a vent’anni dall’uscita del film, sarà proiettato “Un ragazzo, tre ragazze (Conte d’été)“, una delle opere più liriche di Éric Rohmer. A questo capolavoro indimenticato sarà dedicato un approfondimento la sera seguente (ore 20), quando al Cinema Smeraldo verrà proiettato “La fabrique du Conte d’été” prezioso making of girato da Jean-André Fieschi e Françoise Etchegaray.

Il festival si chiuderà invece domenica 29 maggio (ore 21) al Teatro Astra con l’evento di premiazione. In quest’occasione sarà consegnato il Premio Casa Rossa alla Carriera a Jacopo Quadri, uno dei più importanti montatori del cinema italiano nonché collaboratore di fiducia di Gianfranco Rosi. Precede la premiazione, al Teatro Smeraldo (ore 18.30) la proiezione del secondo film da regista di Quadri, “Il paese dove gli alberi volano. Eugenio Barba e i giorni dell’Odin“, realizzato insieme a Davide Barletti.

Quadri avrà anche il compito di presiedere la giuria del festival, composta quest’anno da Teho Teardo, Michele Sancisi (Sky), Matteo Scanni (DIG | Documentari, Inchieste, Giornalismi) e Claudia Gerini. L’attrice romana sarà al festival anche in veste di ambasciatrice della campagna HELP!, promossa da CCS Italia onlus per liberare un milione di bambini da sfruttamento, malnutrizione e analfabetismo. Il progetto sarà presentato domenica (ore 17) al Teatro degli Amici, con la proiezione del documentario di Angelo Loy “Bambini che sanno leggere. Diario cambogiano“. Prima dell’inizio del festival, su Charitystars.com, sarà inoltre lanciata una raccolta fondi a favore della campagna.

#BFF34 • CONCORSO ITALIA DOC

Il concorso Italia Doc, vetrina della migliore produzione documentaristica italiana dell’anno, presenta uno sguardo sul mondo contemporaneo attraverso nove opere. Dall’ultimo Torino Film Festival arrivano due dei vincitori: “Il Solengo” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis (miglior film nella sezione Italiana.doc), incredibile storia di un uomo vissuto per più di 60 anni in una grotta di tufo; e “Il Successore” di Mattia Epifani (Premio Cipputi come miglior film sul mondo del lavoro), documentario sulla crisi esistenziale di un produttore di mine antiuomo. Scavano invece nel rapporto genitori-figli “Mia madre fa l’attrice” di Mario Balsamo e “Magic Island” di Marco Amenta: nel primo film, il regista disegna un originale ritratto della madre ottantenne, attrice di una manciata di film negli anni Cinquanta; “Magic Island” (prima visione italiana) segue invece Andrea Schiavelli, musicista newyorkese figlio dell’attore italo-americano Vincent Schiavelli (Qualcuno volò sul nido del cuculo, Amadeus, Ghost) mentre intraprende un viaggio da New York alla Sicilia, alla scoperta della figura paterna. Sul tema della solitudine si confrontano “La compagna solitudine” di Davide Vigore, giovane regista di Enna, che ritrae l’elegante declino di un benestante romano, e “Incontri al mercato” di Dario Albertini, omaggio alle vite solitarie di tre inguaribili ottimisti della provincia italiana. Le relazioni umane sono al centro anche del film “L’ombelico magico“, con cui Laura Cini racconta l’insolito incontro tra un’anziana signora con antichi poteri ancestrali e una giovane ragazza che vorrebbe diventare la sua erede magica. Rientra invece nell’ambito del cinema di ricerca “Ogni opera di confessione” di Alberto Gemmi e Mirco Marmiroli, altra prima italiana che esplora le relazioni in atto tra individui, suoni e paesaggio in un ex gioiello dell’industria nazionale: le Officine Meccaniche Reggiane. La selezione di Italia Doc si chiude con “S is for Stanley” di Alex Infascelli, fresco vincitore del David di Donatello come miglior documentario: il mito di Kubrick raccontato dal suo tuttofare Emilio D’Alessandro, uno sguardo nella vita di un regista senza precedenti.

#BFF34 • CASA ROSSA ART DOC

Otto finalisti con quattro prime visioni per Casa Rossa Art Doc, sezione dedicata ai rapporti tra il cinema e le altre arti. In finale trovano spazio due diverse avventure geografiche: “E42” dell’artista californiana Cynthia Madansky – prima italiana, esplorazione dell’EUR attraverso la danza, la narrazione, le interviste e il cinema del reale; e “Armenia!“, viaggio sperimentale filmato in pellicola e montato direttamente in macchina da Francesco Fei (musiche di Massimo Zamboni). Arriva direttamente in finale con il suo debutto alla regia Natalie Cristiani: l’autrice riminese presenta, in prima italiana, “Nicola Costantino. La artefacta“, ritratto della controversa artista argentina protagonista alla Biennale di Venezia del 2013. A Joyce Lussu – poetessa, scrittrice e partigiana dalla personalità straordinaria – è invece dedicato “La mia casa e i miei coinquilini“, docufilm di Marcella Piccinini. Ma oltre alle arti visive e alla letteratura sono rappresentate in concorso anche la danza, il teatro e la musica. Con “Aurora“, il videoartista Cosimo Terlizzi documenta il percorso creativo di Alessandro Sciarroni, grande coreografo che per il suo ultimo spettacolo si è lasciato ispirare dal goalball, uno sport per non vedenti e ipovedenti in cui gli atleti seguono le tracce sonore lasciate dalla palla. Anche Alessandra Celesia con “La visite” – prima italiana, appena passata al prestigioso festival Visions du Réel di Nyon – si concentra sul rapporto tra disabilità e arte, seguendo il percorso di Adrien, diciannovenne autistico che si avvicina al mondo del teatro. Su una splendida storia di musica si concentra invece la quarta prima visione del concorso, “Inagibile” di Giulia Natalia Comito e Tommaso Cassinis: protagonista del film è Bob Corn, cantautore emiliano che ha radicalmente ripensato il suo modo di fare musica dopo il terremoto del 2012 in cui sono rimaste distrutte la sua casa e il suo paese. Chiude la sezione “Showbiz” di Luca Ferrari, docufilm prodotto da Valerio Mastandrea e presentato in anteprima all’ultima Festa del Cinema di Roma. Definito come “Il lato B della grande bellezza”, il film racconta quattro storie da commedia all’italiana, quattro testimoni originali e pittoreschi della variopinta vita notturna di Roma.

L’immagine del 34° Bellaria Film Festival è firmata dalla fotografa Valentina D’Accardi ed è tratta dal suo recente progetto “Hestia” (2015).

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