Il Business Forum Argentina – Italia 2016

Il Business Forum Argentina – Italia 2016

La visita della missione imprenditoriale italiana a Buenos Aires, presieduta dal viceministro Ivan Scalfarotto, una tre giorni di incontri settoriali tra imprenditori dei due paesi e tra funzionari dei due governi, ha comportato anche una sfida raccolta da entrambi le parti, nella ricerca di incrementare i volumi di affari bilaterali, particolarmente nei campi delle rinnovabili, dell’agroalimentare, delle infrastrutture e degli autoveicoli. Di WALTER CICCIONE

La recente missione economica italiana a Buenos Aires che ha fatto seguito ad una delle promesse del presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la sua visita nel mese di febbraio alla capitale argentina, ha lasciato alcune definizioni e spunti che eventualmente potranno avere degli sviluppi in futuro.

A capo della missione di 130 tra imprenditori, banchieri ed esponenti delle università italiane, è arrivato il viceministro per lo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto.

E’ stata una tre giorni di incontri settoriali tra imprenditori dei due paesi e tra funzionari dei due governi, che ha comportato anche una sfida raccolta da entrambi le parti, nella ricerca di incrementare i volumi di affari bilaterali, di investire e di costituire joint ventures anche con la prospettiva di rivolgersi verso terzi mercati, in settori specialmente competitivi delle due economie o nei quali possono nascere interessanti sinergie, particolarmente nei campi delle rinnovabili, dell’agroalimentare, delle infrastrutture e degli autoveicoli.

La missione, organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires e, da parte argentina dai ministeri degli Esteri e della Produzione, ha visto anche l’attiva presenza del nuovo ambasciatore argentino a Roma, Tomás Ferrari.

In risposta alle richieste della stampa, Scalfarotto, che negli ultimi mesi ha presieduto varie importanti missioni all’estero a capo di gruppi di imprenditori ha detto, tra l’altro, che la vastità e varietà della delegazione italiana, una tra le più numerose degli ultimi tempi, sta a dimostrare la grande attesa che c’è tra gli imprenditori italiani nel nuovo panorama che vive l’Argentina, che fa ben sperare nel rilancio dei vincoli economici con questo Paese che offre grandi prospettive sviluppo. Per Scalfarotto è stata la prima visita a Buenos Aires, un luogo – ha detto – che aveva ha sempre voluto conoscere, capitale di un paese al quale l’Italia è unita da legami storici e nel quale risiede quasi un milione di cittadini italiani, per cui si tratta di “relazioni viscerali”, come le ha definite.

Riguardo a quanto manifestato dal presidente argentino Mauricio Macri, Scalfarotto ha prima fatto notare che il fatto che il Capo dello Stato argentino l’avesse ricevuto insieme ad un ristretto gruppo facente parte la delegazione, stava a sottolineare l’importanza che anche l’Argentina da ai rapporti con l’Italia. Ha ricordato che Macri aspira a cambiare la tradizionale immagine dell’Argentina come “granaio del mondo, per farla diventare il ipermercato del mondo”.

Scalfarotto ha sottolineato che quella che lui ha presieduto non è stata una missione improvvisata, ma che è stata preparata con cura per offrire la massima collaborazione nei settori nei quali ci sono maggiori affinità e possibilità di rapido sviluppo. “Siamo i primi ad arrivare dopo un periodo di isolamento troppo lungo dell’Argentina”

Il viceministro italiano ha detto che è noto che l’Argentina ha enormi disponibilità di risorse naturali e umane e che i suoi bisogni coincidono perfettamente con quanto può offrire l’Italia, quindi l’associazione tra i due paesi sorge naturale. Anche perché l’Italia dispone della tecnologia necessaria per trasformare la materia prima in prodotti elaborati, pronti per l’export.

Da parte sua l’ambasciatore Ferrari, ha sottolineato che la missione è stata la più numerosa giunta in Argentina negli ultimi anni e che tra gli imprenditori c’era una grande attesa, perché da tempo “speravano che l’Argentina aprisse le sue porte per rilanciare i rapporti bilaterali”.

La sua collega italiana, Teresa Castaldo, da parte sua ha ricordato la storia e i legami di sangue che uniscono i due paesi, ma anche una visione comune sul futuro per cui “lavoriamo tanto e con grande entusiasmo nel potenziamento dei rapporti bilaterali nel el creare meccanismo di collaborazione economica e finanziaria che siano di beneficio per i due paesi”.

C’è da ricordare che una misura molto concreta, è stata la decisione della Sace, la società statale che assicura il rischio degli investimenti italiani all’estero, che ha deciso di migliorare il rating dell’Argentina, il che comporta un diretto vantaggio in favore degli investimenti di imprese italiane nel paese.

 

Lo scenario economico dell’Argentina e la missione sui media locali

 

Secondo i media specializzati l’Argentina sta attraversando un periodo che può essere definito di cerniera da un’economia chiusa e con regole incerte ad una più aperta e prevedibile e in questo quadro si é presentata la missione italiana. Per il governo argentino gli investimenti dall’estero dovrebbero essere uno dei principali motori per rilanciare la crescita e assicura che “il shock di fiducia della nuova politica economica é chiave per promuovere l’ingresso di investimenti produttivi che comportano aumento dell’occupazione e dinamicità del mercato interno”.

I numeri degli incontri, del Business Forum che si è tenuto nell’Hilton Hotel di Puerto Madero, sono notevoli: sono stati registrati oltre 500 B2B (cioè business to business, incontri tra due imprese) e 150 riunioni bilaterali, oltre agli incontri tra rappresentanti di venti università italiane e settanta atenei dell’Argentina. Ma, al di là dei numeri significativi, nelle dichiarazioni degli imprenditori è prevalsa la prudenza, evitando in genere i grandi annunci immediati, dato che gli investimenti arriverebbero nel medio termine.

Tra i media locali, si sono registrate tre posizioni. Alcuni registrano un ottimismo eccessivo, influiti forse dai commenti di alcuni imprenditori, soddisfatti con le riunioni e per i quali la prospettiva di investimenti è incoraggiante, ma dipenderà dalla prevedibilità economica del paese. I “pessimisti” tra i mezzi di informazione, non nascondono il loro scetticismo, sottolineando che gli annunci concreti di investimenti sono stati pari a zero. Infine una terza posizione, nella quale coincidono analisti economici e funzionari del governo argentino, nel senso che gli investimenti stanno arrivando, ma più lentamente di quanto si spera, dato che arriveranno a metà dell’anno venturo.

 

Tocchi di umanità

 

A margine degli aspetti specifici dei quali abbiamo parlato, gli incontri hanno mostrato altri aspetti di colore e di umanità e la diversità di stili tra i peninsulari e i locali.

Gli interventi dei primi sono stati pragmatici e concreti, mentre i secondi hanno fatto ricorso alla retorica, ai sentimenti, alla sensibilità naturale come ha fatto il presidente del “Banco Central de la República Argentina”, Federico Sturzenegger, il quale ha contagiato la sua emozione raccontando le vicissitudini del suo nonno genovese, un bambino che viveva solo nella zona del porto ligure, che venne portato a Buenos Aires da una famiglia ligure benestante che emigrò al Plata agli inizi del secolo scorso.

E così anche la catarsi della Segretaria per le relazioni economiche internazionali del ministero degli esteri dell’Argentina, che ha ricordato i suoi nonni marchigiani. Sono solo alcuni degli esempi di esponenti del governo che hanno manifestato con fierezza la loro ascendenza italiana.

D’altra parte, come avviene in questi eventi, uno dei settori più interessanti per raccogliere informazione, è il momento del “welcome coffe”, un generoso servizio caffè nel quale non si sono registrate assenze. Tra incontri e ritrovamenti di amici, abbiamo notato la presenza della sempre attenta Lucia Capozzo, che ha coordinato la logistica degli incontri, sempre pronta a offrire assistenza e orientamento sull’evento.

Dicono che la promessa è all’orizzonte e che, come l’utopia, si allontana prima due passi, poi dieci e l’orizzonte tende a spostarsi. Pur se si continua a camminare, è difficile raggiungerla. Allora, a che serve l’utopia? Proprio per quello, per portarci a camminare”.

Nella fotografia di Italo Catalano, da sinistra, il ministro argentino dell’Industria, Francisco Cabrera, l’ambasciatore d’Italia Teresa Castaldo e il viceministro del governo italiano per lo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto

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