Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna della bandiera agli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio de Janeiro 2016

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Le Olimpiadi sono l’evento globale più seguito: ogni quattro anni si rinnova questa grande partecipazione e questo coinvolgimento, anche grazie ai mezzi di comunicazione. Alle prossime Olimpiadi prenderanno parte atleti di oltre 200 Paesi. Si prevede che le gare di Rio del prossimo agosto saranno seguite da 4 o 5 miliardi di persone, e tanti seguiranno le Paralimpiadi di settembre.

Quello olimpico è un messaggio di universalità, perché, come ha ricordato il Sottosegretario Lotti, le Olimpiadi sono un’occasione di pace, di amicizia, di lealtà, di competizione nel rispetto degli altri. Questo messaggio di universalità, così forte e positivo, continua a rinnovarsi – per questo le Olimpiadi sono così seguite – e costituisce un elemento di speranza che unisce tante persone in tutto il mondo. Non è soltanto passione sportiva: è la speranza che un evento come questo induce nella comunità mondiale; è un grande confronto comune, con regole comuni, che trasmettono universalità proprio grazie a questa condivisione.

Certo, sarebbe auspicabile se potesse applicarsi anche la più antica delle regole olimpiche, quella che vedeva durante le Olimpiadi il blocco di ogni conflitto. Non siamo a questo punto, purtroppo, nella comunità internazionale, ma il significato delle Olimpiadi va comunque in quella direzione. Per questo è molto importante il vostro ruolo di atleti olimpici.

Le Olimpiadi, le Paralimpiadi e le squadre che vi partecipano esprimono anche un valore e un carattere nazionali, raccogliendo un consenso nazionale. Questo non è in contrasto con il messaggio universalistico delle Olimpiadi. Al contrario, i due messaggi si compongono perfettamente. Non c’è contrapposizione alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi, ma c’è una competizione che ha un unico obiettivo comune a tutte le squadre, a tutti i partecipanti di qualunque Paese: quello di conseguire traguardi sempre più alti e più avanzati nello sport e nelle varie discipline. Record, tempi, prestazioni, uniti dallo sforzo di tutti per raggiungere obiettivi sempre maggiori, è ciò che rende affascinanti le Olimpiadi e le Paralimpiadi ed è ciò che tiene insieme, in modo armonico, il carattere nazionale e il carattere universalistico delle Olimpiadi.

Gli effetti si riverberano anche all’interno di ogni Paese. Nel nostro, in particolare, lo sport svolge un ruolo importante di aggregazione e di integrazione. Nella raffigurazione di discipline diverse, di atlete e atleti tutti diversi tra loro, si rispecchia la complessità e l’articolazione del nostro Paese. Con una caratteristica: le vostre squadre sono una squadra unica per le Olimpiadi e le Paralimpiadi. E’ auspicabile che divenga così il nostro Paese, formando con le sue diversità, e le sue articolazioni tutte preziose, una squadra coesa che si impegni concordemente.

Lo sport nel nostro Paese, come in altri, svolge un ruolo di coesione sociale, di integrazione, insieme ad altre importanti realtà, come l’educazione, l’istruzione, il lavoro. Sono tutti elementi che inducono alla coesione, all’integrazione, al vivere insieme. Proprio questa sua condizione conferisce allo sport anche un carattere e un profilo educativo, tanto più alto ed efficace quanto più positivi sono i comportamenti che nello sport si esprimono, come avviene nei Giochi.

Ho parlato di integrazione, qui raffigurata in maniera evidente e straordinariamente positiva dalla presenza di atlete e atleti olimpici e paralimpici. E’ l’occasione per ricordare due straordinarie figure: un tedesco di nascita e formazione, e inglese di adozione, Ludwig Guttmann, che per primo individuò l’importanza e il valore dello sport per i disabili, e il nostro concittadino, Antonio Maglio, grande personaggio cui si deve la prima Paralimpiade a Roma.

Le Olimpiadi di Roma del 1960 hanno lasciato un segno ulteriore, importante nella comunità internazionale: le prime Paralimpiadi. Tutti gli altri Giochi hanno poi seguito quell’esempio e le Paralimpiadi sono ora una realtà ufficiale, attesa. Ma quella del 1960, dovuta ad Antonio Maglio, fu una scelta da precursore, da avanguardia. Roma lasciò un segno, un’impronta sullo sport mondiale, perché, in realtà, tra i Giochi e il luogo in cui si svolgono vi è una forte interrelazione: le Olimpiadi e le Paralimpiadi incidono sul territorio in cui si svolgono e ne sono influenzate, come è avvenuto a Roma con quell’iniziativa e non soltanto con quella. Anche per questo mi auguro che l’orizzonte di Roma 2024, se avrà le condizioni per realizzarsi, possa perseguire obiettivi di questo rilievo sociale.

Vi ringrazio per quest’incontro. Sarete molto seguiti, tutti, anche le atlete e gli atleti delle discipline che negli altri tre anni sono meno destinatari di attenzione. Nei Giochi le varie discipline sono tutte seguite con grande partecipazione. Avrete gli italiani con voi. Mi auguro personalmente di essere non soltanto con il cuore insieme a voi. Ma l’importante è quel che esprimerete, con i vostri comportamenti e con le vostre prestazioni.

Vi è un significato nelle bandiere che ho avuto appena il privilegio di consegnare. Il Presidente Malagò e il Presidente Pancalli hanno fatto riferimento ai risultati conseguiti a Londra quattro anni fa, con grande attenzione anche per il medagliere – perché gli italiani sono attenti anche quello – e vi auguro di raccogliere molte medaglie, ma sempre tenendo presente che il Barone di Coubertin – grande personaggio – dava più importanza a comportamenti e prestazioni, piuttosto che al medagliere. Sono i vostri comportamenti, le vostre prestazioni, i livelli che raggiungerete nei Giochi che daranno onore e terranno alto il nome dell’Italia. Questo è ciò che gli italiani si attendono, su cui contano e che sono sicuri – come lo sono io – che voi realizzerete.

Sappiamo tutti – ne sono certo anch’io – che la bandiera che riconsegnerete sarà stata onorata dai vostri comportamenti, dalla vostra responsabilità, dalle vostre prestazioni.

Un saluto particolare a Federica Pellegrini e a Martina Caironi, alle quali è stato assegnato il ruolo di portabandiera nei Giochi, un ruolo pienamente meritato che rappresenta i livelli eccellenti raggiunti da tutti voi, atlete, atleti e accompagnatori. Loro, nel mostrare la bandiera italiana nel giro che si farà dello stadio di Rio, rappresenteranno il nostro Paese e noi saremo tutti con loro in quel momento, perché la loro presenza, la loro funzione di alfieri, interpreterà tutta la nostra partecipazione.

Grazie per quel che avete fatto, grazie per quel che farete e in bocca al lupo.

 

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=373

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