L’EMIGRAZIONE LUCANA IN MOSTRA A BUENOS AIRES

BUENOS AIRES\ aise\ – Nell’ambito della Settimana Italiana a Buenos Aires, che vede la partecipazione della Regione Basilicata a diverse iniziative di natura culturali, commerciali e promozionali, rivolte in particolare alle comunità italiane residenti in Argentina (con la consegna del Premio “l’Italiano” per le relazioni al Presidente della Regione Marcello Pittella, la presenza di due cuochi dell’Unione Cuochi Lucani nei maggiori ristoranti Italiani e la presentazione dei prodotti regionali), sarà inaugurata ufficialmente domani, 2 settembre, alle ore 15,30 locali, lamostra sulla emigrazione lucana, nell’ambito del protocollo sottoscritto tra il Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice” ed il Museo de la Imigracion en Argentina.
La mostra – presentata in anteprima dal Centro Lucani nel Mondo-Museo dell’Emigrazione Lucana di Castel Lagopesole – è stata realizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Potenza a cura di Francesco Sabia e Mariangela Adurno.
Ad inaugurarla, alla presenza delle maggiori autorità statali e federali, saranno il Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata, Francesco Mollica ed il Rettore dell’Università Nazionale Tres Febrero, Anibal Jozami.
“E-migrazione: emozioni, sentimenti, speranze, sogni racchiusi in una valigia di cartone” il titolo della mostra che, pur nella sua estrema sintesi, vuole fissare i momenti salienti di un grande fenomeno sociale che ha caratterizzato e condizionato la vita di milioni di italiani e di molte centinaia di migliaia di lucani, nell’arco di circa un secolo (1861- 1976).
Perciò, nella ricostruzione del percorso storico, l’esposizione alterna ai freddi dati statistici, alcune riflessioni capaci di far percepire al visitatore emozioni, sentimenti, speranze, sogni e delusioni.
I curatori hanno voluto fissare i punti principali di snodo di quel fenomeno, mettendo in evidenza il livello di percezione che di quella tragedia avevano i diretti interessati; le cause che spinsero quelle moltitudini a sradicarsi; i sogni e le speranze che li spinsero verso quello sradicamento e la realtà con cui dovettero fare i conti. Si sono evidenziate le modalità pratiche che dovettero mettere in atto per trasferirsi da un continente ad un altro, da una nazione ad un’altra e si sono voluto fissare, nella memoria dell’oggi, i luoghi di arrivo, quelli di lavoro e i luoghi della loro vita quotidiana.
Sempre in modo necessariamente sintetico, sono stati segnalati gli atteggiamenti delle classi dirigenti ed evidenziati i giudizi di alcuni protagonisti del dibattito nel Parlamento italiano.
La mostra vuole, da un lato, provare a comprendere in profondità il fenomeno nuovo che caratterizza oggi le terre e le città italiane e lucane che da luoghi di emigrazione sono divenuti luoghi di accoglienza, non sempre pacifica e non per tutti serena; e, dall’altro, si vuole mandare ai lucani fuori della Basilicata un abbraccio ideale fatto di partecipazione emotiva e amorevole e di desiderio di riannodare quello sradicamento storico di migliaia di uomini e di donne, nonni, bisnonni e padri degli attuali visitatori, provando a trasformarlo in una rete di relazioni, forte e duratura, capace di fare di quella tragedia storica una nuova opportunità reciproca per l’oggi e per il domani.
È lo spirito di fondo che anima anche il Museo dell’emigrazione lucana installato nel Castello federiciano di Lagopesole, documentato nella seconda parte dell’esposizione.
Un concerto del Maestro Alessandro Vena, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Baires, farà da compendio alle iniziative in programma, che prevedono tra l’altro incontri con la Federazione dei Lucani in Argentina. (aise) 

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